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Origini: il primo insediamento ligure avvenne sul colle Cidneo nella tarda età del Bronzo (XIV-XIII sec. a.C.) di cui si sono rinvenute testimonianze sul colle Cidneo dove sorge il Castello. Nel IV sec. a.C. si registrano insediamenti di Celti Camuni ai piedi del colle stesso. |
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Periodo Romano: I secolo a.C. Brixia è eretta a Colonia Latina, l'impianto urbanistico della città, il Capitolium, il Teatro Romano, il Foro e molte domus sono le testimonianze di Roma. |
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In età altomedievale la città vive un momento di grande ricchezza con i Longobardi (in mostra con "Il Futuro dei Longobardi" dal 17 giugno al 10 dicembre 2000) e attraversa un epoca di cambiamenti che interessano l'assetto urbano. Testimonianze della presenza di committenze prestigiose sono per esempio la Chiesa di San Salvatore e la Croce di Desiderio (custodita nel Museo della città S. Giulia). Uno tra i più importanti palazzi medievali lombardi è il Broletto. |
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Rinascimento: nel 1426 Brescia entra a far parte della Repubblica Veneta e ci rimarrà per 4 secoli. I due edifici che meglio rappresentano questa epoca sono il Palazzo della Loggia e la Chiesa dei Miracoli.
Il Seicento e il Settecento: in quest'epoca si costruirono importanti edifici che ancora oggi caratterizzano Brescia. Essi sono il Teatro Grande, il Duomo Nuovo, la Biblioteca Queriniana e i Portici di via X Giornate, oggi meta di shopping e passeggio. |
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Dall'Ottocento al Novecento: con l'Ottocento le mura di Brescia perdono il loro ruolo difensivo e vengono man mano smantellate. È in quest'epoca che il Tempio Capitolino torna alla luce. Il Mercato dei Grani è sicuramente una delle costruzioni più significative dell'Ottocento.
Nel 1932 viene inaugurata Piazza della Vittoria progettata da Marcello Piacentini in puro stile monumentale e neoclassico. Da qui ogni anno parte la Mille Miglia storica. |
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I PITTORI BRESCIANI |
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Hanno una lunga tradizione di realismo che si dipana dal Foppa per tutto il '500 e fino al '700 del Ceruti. |
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RINASCIMENTO: |
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Vincenzo Foppa:
caposcuola della pittura lombarda e di quella bresciana, al suo stile si rifecero molti pittori, tra i quali anche i tre grandi pittori del '500 bresciano (opere in Pinacoteca). |
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Gerolamo Savoldo:
più degli altri subì gli influssi della pittura veneta, poche le sue opere rimaste oggi in città, tra cui "L'adorazione dei pastori" e "Il suonatore di flauto" conservate in Pinacoteca. |
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Gerolamo Romanino:
il più originale dei pittori bresciani, con una forte vena narrativa, amò molto l'affresco. Le sue opere sono numerose, conservate sia in città che in provincia, in particolar modo in Valcamonica.
Opere nelle chiese di Brescia: Duomo Nuovo, Duomo Vecchio, San Clemente, San Cristo, San Faustino, San Francesco d'Assisi, San Giovanni, Santa Maria Calchera, Santi Nazaro e Celso ed in Pinacoteca. |
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Alessandro Bonvicino:
noto come Moretto, viene considerato il più classico dei pittori bresciani. Le sue opere, in cui si coglie l'influsso di Tiziano, si distinguono per la ricercatezza dei particolari e l'armoniosità della composizione. Opere nelle chiese di Brescia: Duomo Vecchio, Madonna delle Grazie, San Clemente, San Cristo, San Francesco d'Assisi, San Giovanni, Santa Maria Calchera, Santi Nazaro e Celso, ed in Pinacoteca. |
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Lattanzio Gambara:
raccolse l'eredità del Romanino, di cui era genero oltre che allievo.
Specializzato negli affreschi, fu pittore molto fecondo. Opere nelle chiese di Brescia: San Faustino. |
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SETTECENTO: |
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Giacomo Ceruti:
detto il Pitocchetto perché amava ritrarre la gente del popolo, i miserabili e di ognuno ne scopriva l'identità. Scelta rivoluzionaria, questa, perché non era prerogativa delle classi misere avere un'identità, ma ogni persona affogava fluidamente tra passato e futuro. |
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GALLERIE D'ARTE |
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Galleria dell'Incisione
La Galleria dell'Incisione ha aperto a Brescia nel 1972, e si è specializzata nel settore della grafica mitteleuropea tra Otto e Novecento, con una predilezione per l'area austriaca, tedesca e cecoslovacca.
La galleria ha infatti proposto sin dai primi anni artisti come Dix, Grosz, Hubbuch, Klinger, Müller e Schlichter, contribuendo a valorizzare autori allora poco conosciuti in Italia.
La galleria ha inoltre dato spazio tanto ad autori contemporanei quanto alla proposta di collezioni - inedite per Brescia - di xilografie giapponesi.
Via Bezzecca 4
25128 Brescia
tel. 030-304690 - fax 030-380490
Accessibile da un'entrata secondaria e visitabile solo il piano terra dove comunque sono di solito allestite le mostre. |
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Galleria Massimo Minini
Fondata a Brescia nel 1973, la galleria ha seguito dagli esordi i movimenti dell'arte Concettuale, dell'Arte Povera e della Minimal Art, dimostrandosi interprete della linea poetica di Sol Lewitt, Daniel Buren, Luciano Fabro, Alighiero Boetti., Giulio Paolini, Niele Toroni, Robert Barry, Dan Graham. Ha sviluppato inoltre un interesse per la figurazione, con mostre di Serse, Salvo,Luigi Ontani, Salvatore Levini, Salvatori, Van Elk, Dokoupil e Ryan Mendoza.
In parallelo ha presentato il lavoro di artisti italiani noti, come Ettore Spalletti, Marco Bagnoli, Carla Accardi, Alberto Garutti, e di artisti stranieri affermati quali Anish Kapoor, Peter Halley, Haim Steinbach, Gerwald Rockenschaub, Ghada Amer, Beat Streuli, Marina Abramovic.
Gli anni più recenti sono stati caratterizzati dalla presenza di un folto gruppo di giovani al lavoro dei quali è stato fornito un appoggio internazionale (Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Eva Marisaldi, Stefano Arienti, Mario Airò, Amedeo Martegani, Maurizio Donzelli, Marco Bagnoli, Sabrina Mezzaqui, Sabrina Torelli, Alessandra Tesi, Dara Friedman).
La galleria con le sue mostre e con le fiere in Italia (Torino, Bologna) e all'estero (Basilea, Bruxelles, Colonia, Madrid) consente al pubblico e soprattutto ai giovani di sperimentare e conoscere i nuovi linguaggi dell'arte contemporanea.
via L. Apollonio, 68
25128 - Brescia.
Email: galleriaminini@numerica.it
Piano terra completamente accessibile. |
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